WELCOME TO MOSCA, BABILONIA DEI NOSTRI TEMPI
La capitale russa in fermento per la II Biennale dâArte contemporanea, che ospiterà artisti da tutto il mondo
Guarda la Fotogallery

à stata definita la Babilonia dei nostri tempi: un grande caos di lingue e culture in continuo movimento, un immenso crocevia di anime e corpi. à sterminata, cosmopolita, multietnica. à una metropoli catapultata allâimprovviso nel buco nero della postmodernità , presa tra la vacuità del presente e la nostalgia per lo splendore del passato.
Mosca è una città decadente, eppure non è mai stata così viva. Lâarte sembra essere la linfa che le scorre nelle vene. Dal 1 marzo per un mese la capitale russa ha ospitato la sua II Biennale dâArte Contemporanea, uno sguardo tra oriente e occidente, tra i paesaggi, le culture, le atmosfere di una metropoli che respira un fermento artistico straordinario.
Note a piè di pagina di Geopolitica, Mercato e Amnesia. Questo il tema che coinvolgerà ottanta artisti da tutto il mondo, che rifletteranno sui temi radicali che hanno segnato il passaggio al XXI secolo e sul ruolo dellâarte dopo i cambiamenti geopolitici.
I cinque progetti principali saranno ospitati in musei dâarte, palazzi, centri commerciali: il Lenin Museum, lo Schusev State Museum of Architecture e lo Tsum Shopping Center.
Una biennale giovanissima quella moscovita, che ha suscitato sin dalla prima edizione un grande interesse, sia per la novità di un evento simile in territorio russo, troppo a lungo rimasto addormentato, sia per lâalta qualità mediatica dei curatori e degli artisti presenti. Fra le proposte spicca una selezione di videoartisti che lavorano negli Stati Uniti, tra cui lâitaliano Piero Golia, Paul Chan, Mika Rottenberg. LaraBubovna, giovane curatrice di Manifesta a Francoforte, presenta una schiera di artisti dellâEst, mentre la spagnola Rosa Martinez, curatrice dellâultima biennale di Venezia, porta a Mosca Fulya Edemci in After All.
Ma la Biennale non è solo arte. In contemporanea sparsi per Mosca apriranno 25 progetti speciali di architettura, poesia, cinema, letteratura, danza e moda. Dislocati nei musei e nei luoghi culturali più significativi della città , come il centro espositivo Proekt_Fabrika o quello dâarte contemporanea MâArs, questi progetti offriranno ai visitatori un panorama esaustivo sulla Russia di oggi, dopo il crollo di quello che era lâImpero Sovietico.
Questâanno ad arricchire il già vasto programma si aggiunge la sezione âSpecial Guestâ, che ha invitato vari artisti a rappresentare le loro nazioni, su modello de i Giardini veneziani. Per lâItalia Luca Pancrazi, artista toscano trapiantato a Milano, esporrà la sua opera 1:1 nel più importante edificio moscovita dedicato allâarte, il Museo dâArte Moderna, a pochi passi dal Cremlino. 1:1 è un lavoro incentrato sulla percezione, che si posa sulla forma di oggetti di culto del quotidiano e li trasfigura attraverso gli occhi dellâartista. Così banali sacchetti della spesa diventano WindBags, esili palle di vetro soffiato di Murano, e una Maserati viene anchâessa coperta interamente di vetro.
Forse per cogliere interamente lâanima che sopravvive sulle macerie dellâUnione sovietica bisogna allontanarsi dalle icone tradizionali russe. Forse bisogna addentrarsi nel sottobosco dellâarte contemporanea, in bilico tra esperienze radicali e improvvisi ritrovi del passato.
txt: Ilaria Giannini 03-05-2007
<--BACK
Altri articoli in questa sezione: LOOP-BARCELLONA 07 - E ALLORA... MAMBO! - LâARTE CHIAMA, IL DESIGN RISPONDE - Emozioni da spiare dal buco di una scatola - VOLUME! - Tanto stupido quanto perfetto - -M FUKSAS D-, DUE ARCHITETTI PER IL PROGETTO DI UNA VITA - TheBag ArtFactory, la storia di un tempio dell'arte metropolitana - Periferie metropolitane? Semplicemente il futuro. - Quasi quasi me ne sto a casa! -


