La mia radio (e la mia playlist) ad alto volume
Il 1° febbraio Radio Deejay ha compiuto 25 anni. Overview intervista Linus, che ne è il direttore dal 1994. E che, sulle orme di Nick Hornby, ci ha regalato una top-five molto particolare
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à nata sotto una buona stella: era il 1982, lâanno della terza Coppa del Mondo dellâItalia calcistica. Venticinque anni dopo Radio Deejay è ancora lì. E lui, Linus, voce/volto più popolare e direttore dellâemittente radiofonica privata più ascoltata dâItalia (5 milioni e 600 mila ascoltatori in media al giorno nel 2007), il prossimo 30 ottobre spegnerà cinquanta candeline.
âMi sono trovato a dirigere Deejay per caso. Chi mi precedeva alla guida della radio ha lasciato e io ne ho preso il posto senza che nessuno ufficialmente mi abbia âchiesto la manoâ⦠Forse è stato merito di questa immagine da âfratello maggioreâ. O magari dellâaria da cavaliere errante che mi porto addossoâ.
O: Ti ritieni una persona coraggiosa?
L: Sì, anche se ogni mattina ci metterei una vita a scegliere la prima canzone da trasmettere⦠Ma quella di non aver mai paura è una mia caratteristica, quasi al confine con lâincoscienza.
O: E, infatti, con te alla guida RDJ è cambiata molto. Câè una decisione di cui sei più orgoglioso?
L: Non sono così presuntuoso da dire di aver inventato un modo di far radio â non si inventa mai niente, in realtà . Però dal â94 con Deejay abbiamo fatto una vera inversione di rotta. Eravamo una radio divertente, su misura per i giovani, a âcontenuti zeroâ e di grande successo. Una radio da âanni â80â, insomma.
O: In molti continuano a vedervi così.
L: Ã vero, nellâimmaginario collettivo siamo ancora la radio delle discoteche e dellâAquafan di Riccione. Ã unâetichetta difficile da scrostare, anche se abbiamo limitato lo spazio dedicato alla musica da discoteca al sabato sera dalle 10 in poi. Quindici anni fa un programma di solo rock come âTropical pizzaâ di Nikki era impensabile.
O: Nel resto del palinsesto vi confermate una radio âad alto volumeâ: puro âentertainmentâ che esige un ascolto attento. Essere âleggeriâ ha bisogno di molta riflessione?
L: Mi permetto di eccepire sulla âleggerezzaâ⦠Il nostro è un intrattenimento intelligente, mai vuoto e mai banale. Cerchiamo di scherzare sullâattualità , ma per farlo bisogna conoscere bene gli argomenti di cui si parla. Ci vuole impegno e lavoro.
O: Tutto questo nella RDJ degli anni â80 non câera?
L: Rispetto ad allora siamo rimasti solo io, mio fratello Albertino e qualche jingle. Le radio private di 15 anni fa i programmi non li costruivano. I dj mettevano un poâ di musica, facevano qualche intervento ameno e stop.
O: Questa era la RDJ creata e diretta da Claudio Cecchetto. In che rapporti sei oggi con lui?
L: Zero. Inesistenti. Mi sono imposto di non parlarne perché, ogni volta che lo faccio, mi querela. Ad ogni modo, a un certo punto questo tipo di radio ha iniziato a starmi un poâ stretto.
O: Ma cambiare comporta dei rischiâ¦
L: E infatti alla prima virata, nel â98, toccammo il nostro minimo storico: 3 milioni e 900 mila ascoltatori. Poi, nel giro di un anno, siamo passati a quasi 6 milioni.
O: Câè un programma che avresti voglia di fare?
L: Mi piacerebbe condurre un quiz. Magari incentrato più sullo sport che sulla musica. Ho una grande passione per la cultura fine a se stessa. Per il resto, ho già fatto di tutto.
O: Domanda alla Nick Hornby di âAlta fedeltà â. Qual è la tua âtop fiveâ di Radio Deejay â rigorosamente ad alto volume?
L: Mi cogli un poâ impreparato: non è che ho una playlist nel cassetto pronta da tirare fuori ad ogni occasione! Mi manderesti un sms più tardi?
txt: Andrea Marotta 29-04-2007
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